giovedì 4 febbraio 2010

Pronto al combattimento, ma con alcuni dubbi..

Salve a tutti cari lettori, è da un po' che non scrivo sul mio caro blog, questo è un periodo in cui sono distratto dagli impegni, ma capisco che tutto questo fa parte del mio viaggio..continuo in ogni caso a scrutare il mondo che mi circonda, a non farmi scappare nulla di ciò che mi circonda, alla continua ricerca delle tante risposte che mi possano aiutare a crescere ed a comprendere la strada per riunirmi a ciò che muove tutto, a ciò che è alla base di tutto, l'Amore, anche se sto scoprendo che è più vicino a me di quanto non possa credere..Ancora una volta guidato dalle coincidenze, anche se ormai credo che non esistano le coincidenze, vorrei condividere con voi un testo che lessi qualche tempo fa, e del quale ora, a distanza di qualche anno, riesco ad apprezzare un'ulteriore sfumatura, che aggiungo con grande piacere al mio bagaglio in questo magnifico viaggio..Durante la gioiosa e serena serata appena trascorsa in compagnia dei miei due Fratellini, nel mezzo di un discorso mi sovviene il ricordo di questo piccolo brano, che desideravo condividere con loro, e con voi tutti..Spero sia per voi un buono spunto di riflessione,vi lascio con un caro saluto, a risentirci presto..ArgonautaMente,il viaggio continua..
"Indosso una strana uniforme verde, confezionata con un tessuto spesso e costellata di cerniere. Porto un paio di guanti, per evitare le ferite alle mani. Sono armato con una sorta di lancia, alta quasi quanto me: possiede un'estremità metallica che, da un lato, rivela un tridente e, dall'altro, una punta affilata. Davani ai miei occhi si staglia ciò che verrà attaccato nei prossimi istanti: il giardino.

Impugnando questo strumento, comincio a strappare le erbacce che si sono mescolate al verde del prato. Lavoro per un bel po' di tempo, consapevole che le pianticelle estirpate dal suolo moriranno nel volgere di due giorni.
All'improvviso mi domando: "Sto agendo nel modo giusto?".
Quella che io chiamo erbaccia rappresenta, in realtà, il tentativo di sopravvivenza di una certa specie, che la natura ha impiegato milioni di anni per far nascere e sviluppare. Il suo fiore è stato impollinato grazie a innumerevoli insetti, si è trasformato in seme che il vento ha trasportato nei campi circostanti... Il fatto che quell'erba non sia cresciuta in un solo punto, ma abbia attecchito in molti luoghi, ha aumentato la sua possibilità di arrivare alla prossima primavera, e stagione dopo stagione... Se si fosse concentrata in un'area ben definita, sarebbe stata soggetta al flagello degli animali erbivori, di un'inondazione, di un incendio, oppure di una siccità. Ma tutti i suoi sforzi per sopravvivere adesso s'infrangono contro la punta di una lancia che la strappa dal suolo senza alcuna pietà.
Perchè lo faccio?
Qualcuno ha creato il giardino. Non so chi sia stato, giacchè quando ho acquistato la casa c'era già, in perfetta armonia con gli alberi e le montagne intorno. Di certo, il suo creatore deve aver riflettuto lungamente sulla realizzazione: deve averlo progettato e messo a dimora con gran cura - un filare di arbusti nasconde il casotto della legna da ardere - ed essersene occupato per innumerevoli inverni e primavere. Quando mi ha consegnato il vecchio mulino - dove trascorro alcuni mesi dell'anno -, il prato era impeccabile: ora spetta a me dare continuità al suo lavoro. In qualsiasi caso, la questione filosofica permane: devo rispettare l'intendimento e l'opera del creatore, del giardiniere, oppure piegarmi all'istinto di sopravvivenza di cui la natura ha dotato le piante che oggi definisco "erbacce"?
Continuo a strappare gli arbusti indesiderati e ad accatastarli in una pila che ben presto verrà bruciata. Forse mi sto soffermando troppo a lungo su temi che non hanno niente a che vedere con la riflessione, ma attengono più all'azione. Eppure, ogni gesto di un essere umano è sacro e pregno di conseguenze - la qual cosa mi sprona a pensare maggiormente a ciò che sto facendo.
Da una parte, quella pianta ha il diritto di diffondere la propria specie in ogni direzione; dall'altra, se non la distruggo adesso, finirà per soffocare l'erba del prato. Nel Nuovo Testamento, Gesù dice di separare il loglio dal grano e di gettarlo nella fornace ardente.
Ma, in qualsiasi caso - con o senza il soccorso della Bibbia -, io mi trovo davanti a un problema concreto che l'umanità deve spesso affrontare nei nostri giorni: fino a che punto è possibile interferire nelle attività della natura? E' un'interferenza sempre negativa oppure, in alcuni frangenti, può essere positiva?
Depongo la mia arma - che il mondo identifica con il nome di "zappa". Ogni suo colpo significa la fine di una vita, la mancata esistenza di un fiore nella primavera a venire, l'arroganza dell'essere umano che vuole modellare il paesaggio che lo circonda. Ho bisogno di una riflessione più approfondita, giacchè in questo momento sto esercitando un potere di vita e di morte. Il prato sembra dirmi: "Proteggimi, lei mi distruggerà." Ma anche l'erbaccia mi parla: "Ho compiuto un lungo viaggio per arrivare nel tuo giardino. Perchè vuoi uccidermi?"
Alla fine mi viene in aiuto la Bhagavad Gita, il leggendario testo indiano. Mi sovviene la risposta di Krishna al guerriero Arjiuna, allorchè questi si mostra scoraggiato prima di una battaglia decisiva: scaraventando le armi al suolo, dice che è ingiusto partecipare a un combattimento nel quale suo fratello troverà la morte. Krishna risponde più o meno così: "Credi davvero di poter ammazzare qualcuno? La tua mano è la mia mano. Ogni tua azione è già scritta prima che sia compiuta. Nessuno uccide e nessuno muore."
Rinvigorito da questo improvviso ricordo,impugno di nuovo la mia arma, attacco le erbacce che nessuno ha invitato a crescere in quel giardino e mi accontento dell'unica lezione di questa mattina: quando nella mia anima germoglia qualcosa di indesiderabile, chiedo a Dio di darmi coraggio per strapparlo senza alcuna pietà."
Tratto da "Sono come il fiume che scorre" di Paulo Coelho

domenica 13 dicembre 2009

La pace comincia da noi

Articolo di Marcella Danon

Intervista a Anthony Strano, da 28 anni insegnante dell’Università Spirituale Brahma Kumaris e coordinatore nazionale in Grecia delle sue attività per diffondere un messaggio educativo e spirituale nel mondo.

Di che cosa l’umanità ha più bisogno in questo momento?
Di capire e condividere il significato della pace. La pace è qualcosa di cui abbiamo tutti bisogno, personalmente e globalmente. La pace è trovare stabilità e armonia dentro noi stessi.

Come possiamo sviluppare la pace?
La prima cosa di cui abbiamo bisogno è il silenzio, perché il silenzio guarisce l’ anima. Quando compriamo un’automobile abbiamo bisogno di un’auto che si muova da un posto all’altro, ma se non avesse i freni non l’acquisteremmo mai, ci sarebbero molte collisioni. E’ lo stesso nella vita: la vita è per l’azione, per l’espressione, per raggiungere il proprio scopo; ma quando entriamo in contatto con gli altri e con le diverse situazioni, dobbiamo imparare a fermarci e a fare silenzio, o ci saranno collisioni. E collisioni ci sono, ogni qual volta giudichiamo, ci lamentiamo, esprimiamo pregiudizi. Per evitarle abbiamo bisogno di creare uno spazio interno di silenzio in cui poter osservare e mettere a freno il pensiero, in cui sviluppare il discernimento e contattare i nostri valori originali. Il silenzio crea pace, pulizia interiore, stabilità e armonia.

Come ci può essere pace e armonia anche con gli altri?
Abbiamo bisogno di due qualità fondamentali, l’amore e il rispetto. E’ un discorso lungo… ci sono film, libri, canzoni che parlano di amore, tutti parlano di amore, ma non è dell’amore alla Hollywood che stiamo parlando, ma di un amore molto più profondo, spirituale, che viene dall’ anima, che non chiede e che non pone condizioni.

Rispetto, invece, è accettare gli altri come sono veramente e non come vorremmo che fossero. Rispetto è pace, è tolleranza. Quando diventiamo capaci di andare oltre alle motivazioni egoistiche, allora può esserci pace e armonia con gli altri.

Tutti vogliamo la felicità… come possiamo raggiungerla?
Per essere felice devo prima imparare a essere contento. Se non so essere contento con le piccole cose della vita – con un sorriso, un augurio – se non sono capace di apprezzare le persone e le cose che ho accanto, non può esserci felicità.

L’umanità è ancora in cammino per sviluppare questi valori. E’ ottimista?
Sono ottimista a livello individuale. Saranno poi gli individui a influenzare il collettivo. Sono sicuro che già si sta creando “un ponte“; forse ancora non si vede… ma sono profondamente convinto che il destino dell’umanità non sia la violenza, ma la pace e l’armonia.

Quale è il contributo di Brahma Kumaris a questo processo di crescita?
Brama Kumaris è una organizzazione non governativa che collabora con l’Unicef e le Nazioni Unite, e si occupa soprattutto di educazione. Mette a disposizione delle persone strumenti per diventare consapevoli di sé, per sviluppare la responsabilità sull’uso delle proprie capacità, pensieri, parole e azioni. Insegna che i risultati della pace sono nell’azione.

C’è qualcosa cosa che ognuno di noi può fare per favorire questo destino?
Sì, a cominciare dalla propria vita! Nulla è più potente dell’esempio. Possiamo dire molte cose, ma quando il nostro atteggiamento verso gli altri cambia davvero, il messaggio che così diffondiamo diventa molto efficace.

Fonte:Link

lunedì 23 novembre 2009

La creazione della realtà e la trappola planetaria

Il Giornale OnlineSalve a tutti cari lettori, quest'oggi volevo condividere con voi questo breve articolo, di carattere molto attuale a mio avviso..in questi giorni di assenza dal blog sono tante le nuove esperienze e gli scenari che si sono aperti davanti a me..tante le domande..molte delle quali attendono ancora una risposta..Questo articolo è errivato nella mia giornata un po' per caso..o forse no? ..beh,leggetelo se vi va, e capirete il perchè di questa ultima domanda :)..Felice giornata,a presto..Il viaggio continua..

Di fronte ai problemi del mondo, spesso ci sentiamo impauriti e cerchiamo qualcuno o qualcosa che "ci protegga"... ma in realtà non siamo vittime impotenti di eventi casuali: siamo esseri divini discesi nella materia per imparare a sviluppare maggiore coscienza...

Il globo terrestre è allo stesso tempo un pianeta-scuola e una trappola per le anime.

È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti di Dio che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettono di sviluppare sempre più amore, sempre più unità, fino a quando un giorno l’individuo non si percepirà finalmente "Uno con tutte le cose".

Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo "là fuori" sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.

Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono. Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno alla nostra coscienza, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tutt’ora alimentato da talune "forze" che governano il mondo nell’ombra. Ma essi stessi sono prigionieri della loro trappola.

Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’anima – la coscienza – letteralmente materializza nel cosiddetto "mondo esterno" solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre. Solo l’incapacità di udire la voce della nostra vera essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.

L’élite che governa il mondo al soldo di certe "forze" è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che esista un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, quest’ultimo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’economia... siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate. Così il Mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il peccato dei peccati che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.

Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!

Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio... e così via. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che un’entità temibile e onnipotente conosciuta come "il Mondo" si sia abbattuta su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà invece il coraggio di pensare: "Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.

Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza. Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà... e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere. Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito unicamente di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner... sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare.

Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio... e arrabbiarsi con lei... e aver paura di lei. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner... Siamo ipnotizzati da un fantomatico "mondo di fuori". Crediamo che le disgrazie possano colpire "a caso"... non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive... e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il Mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente.

La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pandemia, pedofilia... Ma il mondo non possiede un’esistenza autonoma, è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso. In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.

Questo è un Appello. Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne, Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole? Il Guerriero dello Spirito incarna il vero potere perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno... che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi. Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica... diventa imprevedibile... pericoloso.
Articolo di Brizzi Salvatore
17/11/2009
Link

sabato 24 ottobre 2009

La "catastrofe" necessaria

Il Giornale OnlineTutta la terra trema, dall’Italia alla California e all'Oceano Indiano, i media lo riportano se mietono vittime, sorvolando però sulla sensazione diffusa di un cambio imminente e profondo di tutto il pianeta. La siccità e la sismicità crescono a ritmi esponenziali, i venti, le correnti marine e il climaeconomia sempre più in crisi. Sono tutti fenomeni importanti, nessuno tale da provocare catastrofi se visti in una prospettiva capace di comprendere sia le forze naturali in gioco, sia i bisogni dell'uomo e della natura. Questa prospettiva implica una ricerca trasversale, non solo scienza, ma anche e soprattutto co-scienza. stanno cambiando, l'asse terrestre vacilla, la magnetosfera e le aurore polari sono sconvolte, le finanze e l'

Come comunica la natura all'uomo? Con la bellezza, l'armonia, la sua stupefacente capacità di riprodursi e anche con eventi improvvisi che ci sconvolgono e diventano sempre più frequenti. Oggi sappiamo però che la causa dei "disastri naturali" non è tanto una natura ostile quanto piuttosto una vecchia cultura tesa al profitto e allo sfruttamento. La natura sta mutando, mentre la vecchia cultura rimane ancorata ai suoi idoli e domina ancora lo scenario mondiale, scosso da contraddizioni insolubili e crisi profonde. Tra gli autori dello scenario, le banche, le industrie, i governi, le religioni e, non ultime anche le scienze, incapaci di comprendere le cause dei fenomeni in atto.

La cecità delle scienze è tale da conservare il bisogno delle religioni. Alle due culture "opposte", scienze e religioni, si aggiunge in tempi recenti la "nuova" spiritualità, suddivisa tra maestri buoni, che svelano "segreti" già noti, e quelli cattivi che annunciano catastrofi, la fine del mondo nel 2012, etc. E così emergono anche la confusione crescente e la comune ignoranza delle cause che stanno cuocendo il mondo. Effetto serra prodotto dalle attività umane? Si sta riscaldando tutto il sistema solare! Il processo è molto più radicale, profondo, universale e umano (
Mentre tifoni, terremoti e licenziamenti in massa scuotono le società, cresce il bisogno delle tante verità che stanno sì emergendo, ma in mezzo a mille inganni. Tra questi i buoni che vogliono "salvare la Terra" e sono pronti a combattere i cattivi che guardano solo al profitto.

BENE E MALE SONO DIVISI?

La storia dimostra che non lo sono affatto e che qualsiasi lotta conserva, anzi accresce il potere costituito. Se vogliamo un nuovo mondo, giusto, libero e prospero, dobbiamo procedere in modo nuovo, comprendere il significato della Vita, ovvero ciò che ci anima e ci rende capaci di sentire e di cambiare, se vogliamo. La Vita è una Forza universale, quella che i fisici chiamano "corrente neutra debole" ovvero il fiume di bosoni neutri Z°, scoperti al CERN, negli anni '80. E' il FIUME della Vita , per saggi quali Eraclito e Giordano Bruno, e anche secondo me.

L'accademia tutta ne ignora l'esistenza. E perché mai? Perché implica una “catastrofe” della vecchia conoscenza e l'emergere di una verità scomoda. Il FIUME dimostra la falsità del " dio" venerato da tutti: il tempo lineare, legato al denaro, al PIL, all'interesse bancario e al lavoro salariato, dipendente. La "catastrofe" è quella delle menzogne e, tra le tante, la falsa divisione tra corpo e anima; è necessaria per conquistare la propria anima, la vera identità immortale. Possiamo passare al FIL, l'indice di felicità? Si serve la coscienza della multidimensionalità di cui siamo partecipi, l'unità con l' anima. Siamo pochi? Si, ma non vogliamo vincere le elezioni né convincere le menti credenti; vogliamo vivere nel rispetto della dignità di tutti, collaborare riconoscendo le diversità e usando tutte le forze, anche quella "debole" che muta il ritmo del tempo.

Sei tra i pochi? Allora sei il benvenuto,
Giuliana Conforto.

Fonte: Link

venerdì 9 ottobre 2009

E chi vi dice che sia una disgrazia?

C’era una volta un contadino cinese al quale era scappato un cavallo. Tutti
i vicini cercarono di consolarlo, ma il vecchio cinese, calmissimo,
rispose: “E chi vi dice che sia una disgrazia?”. Accadde infatti che, il
giorno dopo, proprio il cavallo che era fuggito ritornasse spontaneamente
alla fattoria, portandosi dietro cinque cavalli selvaggi. I vicini, allora,
si precipitarono dal vecchio cinese per congratularsi con lui, ma questi li
fermò dicendo:” E chi vi dice che sia una fortuna?”. Alcuni giorni dopo, il
figlio del contadino, cavalcando uno di questi cavalli selvaggi, cadde e si
ruppe una gamba. Nuove frasi di cordoglio dei vicini e solito commento del
vecchio cinese: “E chi vi dice che sia una disgrazia?”. Manco a farlo
apposta, infatti, scoppiò una guerra e l’unico a salvarsi fu proprio il
figlio del contadino che, essendosi rotto una gamba, non era potuto partire
per il fronte.
Questa parabola non ha fine e potremmo applicarla molti avvenimenti
della nostra vita, pubblica e privata. Spesso quello che in un primo momento
ci sembra irrimediabilmente nefasto può nascondere delle conseguenze
positive assolutamente inaspettate, basta attendere un po’ e lasciare che
abbiano il loro corso.
Anche per i fatti insomma, come per le persone, non bisogna mai aver fretta

di giudicare dalle prime apparenze.

Da "il caffè sospeso",Luciano De Crescenzo

mercoledì 23 settembre 2009

La legge del Karma

La legge del Karma, infonde speranza per il futuro e rassegnazione per il passato.
Fa comprendere agli uomini che le cose del mondo,
le sue sfortune ed i suoi insuccessi,
non intaccano la dignità dell’anima.

(Mario Ingaramo)

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Tutti i disordini che affliggono l’uomo sono dovuti all’azione della “legge di causa ed effetto” detta anche “legge del Karma”. Questa legge è la stessa che noi conosciamo con il nome “legge di gravità” e supera il campo fisico per applicarsi a quello del comportamento. “Così come tu semini raccoglierai; così come tu misuri agli altri sarà misurato a te, disse Gesù di Nazareth, e la tua misura sarà piena, scossa e traboccante”.

Quanto esposto chiarisce la famosa massima: “Le macine del Signore macinano lente… ma fino all’ultimo granello”. La legge di causa ed effetto opera infatti affinché ognuno di noi abbia a raccogliere, vita dopo vita, ciò che ha seminato. Dio è legge e non punirà mai coloro a cui ha donato la vita. Sono le trasgressioni alla legge che hanno creato la situazione attuale, in cui esistono la sofferenza, la miseria e malattie.

Noi tutti, durante la nostra vita, abbiamo il libero arbitrio di accettare le cose brutte, come se fossero di “nostra competenza”, oppure imprecando contro un Dio ingiusto e vendicativo. Difficoltà, miserie e problemi sono infatti nostri e ci competono come risultato delle azioni compiute durante le nostre passate esistenze. Nella cultura orientale l’insieme di tali azioni, buone o cattive che siano, viene chiamato “karma individuale”.

Ogni conoscenza ed ogni esperienza rimangono per sempre, vita dopo vita, come possessi acquisiti, comprati e pagati. Questi possessi diciamo che sono acquisiti per “diritto di coscienza” e non possono né perdersi e tantomeno venire rubati. Nessuno, infatti, può togliere a qualcuno l’intelligenza, il talento, le facoltà e le conoscenze.

Nel nostro essere vi è una specie di registrazione dove, in essenza, vengono segnate tutte le cose acquisite. Il fatto ancor più straordinario è che tutto le cose che le esperienze ci hanno insegnato ad usare, sia esso un tavolo, le stoviglie, gli indumenti, i gioielli, il denaro, le coperte e perfino una scatola di fiammiferi, rimangono anch’esse registrate. Questa registrazione ci serve per portarle con noi vita dopo vita.

Questi oggetti, o strumenti come li potremmo chiamare, appaiono nelle nostre vite, sia che noi li desideriamo oppure no, ed è questo il motivo per cui alcune persone nascono nell’opulenza e altre nella miseria. Ognuno, infatti, nasce nella condizione in cui ha meritato di nascere per diritto di coscienza. La legge di causa ed effetto si incarica di attrarre ad ognuno ciò che gli compete ed il posto più opportuno. Non c’è ingiustizia nel piano della Verità.

A questa legge si riferì il maestro Gesù quando disse: “Non accumulate tesori sulla terra, dove la polvere li corrompe e dove i ladri minano e rubano, ma accumulate tesori nel cielo dove né la polvere danneggia, né la ruggine corrompe e neppure i ladri rubano e rovinano; perché dove sarà il vostro tesoro lì sarà pure il vostro cuore” (Mt. 6,19-21).

- Come funziona la legge del Karma -

La filosofia esoterica insegna che esiste una specie di archivio dove sono contenuti i progetti di tutte le cose. Tale archivio viene chiamato “Mondo degli archetipi” e non è tangibile ai sensi in quanto è costituito della stessa sostanza di cui sono composti i nostri pensieri. L’uomo, a sua insaputa, lavora nel mondo degli archetipi mediante i suoi pensieri abituali e le sue modalità di vita. In tal modo egli getta i semi per un roseo futuro o un raccolto di tribolazioni. Tale fatto non gli è però facilmente comprensibile in quanto “getta i semi” in modo inconsapevole, così come un sonnambulo può causare dei danni di cui, al risveglio, non riuscirà a capacitarsi.

Si comprende allora l’avvertimento di san Giovanni Crisostomo quando dice: “Il primo convincimento da suscitare in noi è il concetto che nessuno si danneggia se non da se stesso” (”Quod nemo laeditur nisi a seipeo”, pag. 52/3).

Anche Giobbe, nella Bibbia, afferma: “Ciò di cui temo mi piomba addosso” (Gb, 3,25); altra indicazione di come le emozioni negative (in questo caso la paura) possono causare la realizzazione della situazione tanto temuta.

Troviamo in quanto esposto la legge di causa ed effetto in azione; essa è tanto dura da essere stata definita “la legge del taglione” e, qualora male interpretata, porta a concludere che Dio è tutt’altro che infinitamente buono, anzi, lo si suppone crudele al punto di chiedere di tagliarsi una mano a chi l’ha utilizzata per danneggiare il suo prossimo.

E’ infatti difficile, per l’uomo, comprendere che il supremo Creatore ha utilizzato delle leggi ben determinate con cui ha creato l’Universo e che Egli stesso ha estremo rispetto per le leggi che ha promulgate; l’ordine millenario con cui si muovono gli astri e vengono amministrati gli eventi della natura sono un chiaro esempio di tale immutabilità.

Tra le leggi esistenti quella di gravità è di certo una delle più importanti, ed è un vero peccato che l’uomo la consideri solo in relazione ai fenomeni fisici. Se la considerasse attentamente potrebbe scoprire che essa è legata alla sua esistenza più di quanto possa immaginare. La legge di gravità, nella fisica, implica che un oggetto lanciato in alto ritorni verso il basso; la stessa legge, nell’esoterismo, implica che ogni nostra azione o pensiero crei delle condizione che torneranno a noi. In questo caso prende il nome di “legge di causa ed effetto” o “legge del Karma”.

L’uomo difficilmente si rende conto di essere l’unico artefice del proprio destino perché le sue azioni non sempre provocano un effetto così immediato da evidenziare il collegamento con la loro causa. Questo fatto porta un individuo a cercare l’origine dei suoi mali all’infuori di sé stesso, ed alla conclusione che gli altri (e talvolta lo stesso Dio) siano l’unica causa delle sue tribolazioni.

- Nessuno può farvi alcun male -


Nessuno può farvi del male se voi stessi, con le vostre azioni o i vostri pensieri, non ne avete creato la causa in questa vita o in quelle passate: è un debito in sospeso che deve essere pagato. Noi stessi siamo la causa dei nostri mali, non altri. Gli altri sono soltanto strumenti con i quali l’equilibrio naturale, erroneamente chiamato “Giustizia di Dio”, ci chiede di sistemare i conti che abbiamo aperto. Dobbiamo perciò pagare i debiti e nel contempo riscotiamo i crediti per il bene che abbiamo fatto.

Convincetevi che, se non avete debiti da pagare, sarete inattaccabili. Lo sarete anche se emanerete pensieri d’amore verso tutte le persone e tutte le cose. Essi, infatti, formeranno intorno a voi un’aura di luce che vi difenderà da ogni attacco malevolo.

- Karma collettivo e Karma individuale -

(Il pensiero è la sola forza che dà vita o distrugge, a seconda che è diretta in bene o in male (Prentice Mulford)

L’umanità, attraverso i propri interessi, le proprie azioni ed i propri sogni di carattere benefico ed altruistico, crea poco a poco, un’entità bianca, mentre, con quelli di carattere egoistico e malevolo, crea un’entità nera, un demone potenziale. Sarà proprio la qualità dell’energia a far crescere una o l’altra di tali entità.

La creazione di queste due entità fa’ parte delle leggi che governano il nostro Universo. Quando l’umanità compie certe azioni, oppure pensa in un certo modo, contribuisce (nel Mondo astrale) alla formazione di una di queste due grandiose entità: è inevitabile.

Ogni pensiero ed emozione dell’uomo prende vita e forma nel suo universo individuale ma, nel momento in cui vi sono milioni di persone, che pensano e percepiscono come lui, significa che vi sono milioni di persone all’opera per creare nel Mondo astrale la medesima entità.

Quando l’entità nera ha raggiunto un certo grado di sviluppo cerca di scaricare l’energia accumulata, si creano allora i presupposti per l’inizio di una guerra, un massacro, un gesto fanatico o un cataclisma naturale di cui il terremoto è un classico esempio.

Non siamo puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati


I Maestri ci osservano continuamente ma ciò non significa che Essi, vedendo che l’umanità si comporta molto male, emettano un verdetto seguito da una punizione. I Maestri non hanno bisogno di mettere in atto delle punizioni; non esiste nel nostro Universo nessuna punizione se non quella che l’umanità si crea da sola dando vita all’entità nera che abbiamo descritta.

Fintanto che le entità sviluppano la loro forma nel Mondo astrale, non vi è alcun problema per l’umanità o per la vita del pianeta. Rappresentano una situazione che assomiglia a quella del feto nel grembo materno, non crea problemi né per se stesso e neppure per la madre. Il bimbo si trova là, buono buono, non lo si sente piangere né gridare, non pretende nulla, si trova appartato e cresce pian piano.

Dopo la nascita, invece, subito dopo la nascita, il bimbo, che ora esiste nel mondo in modo tangibile, comincia a reclamare il suo diritto a mangiare, respirare, essere amato e riconosciuto; da quel momento diventa esigente. Allo stesso modo dopo un certo tempo la gestazione astrale dell’entità, nera o bianca che sia, arriverà a termine e si manifesterà nel Mondo fisico. E’ in quel momento che essa pretenderà ciò che gli è dovuto, proprio come un bambino appena nato e, se si trattasse di un’entità maligna, si produrranno grandi catastrofi.

Per provocare questi catastrofi, l’entità nera cercherà chi le assomiglia, esattamente così come fanno i bambini che, una volta grandicelli, cercano tra i loro piccoli amici quelli che sono più portati a fare le birichinate da loro ideate. L’idea distruttiva di questa entità sarà innanzitutto recepita dalle persone che, a loro insaputa, le hanno dato vita e fornito l’energia necessaria al suo sviluppo.

E’ per questo motivo che si può vedere qualcuno arruolarsi nell’Esercito mentre pensa tra sé: “Non ho più nulla da perdere, allora mi unirò a coloro che cercano di salvare il mio Paese”, oppure “Non ho motivo per vivere, così cercherò di esistere per la mia Patria, per una nobile causa”. In realtà questa offerta di sé mostra come vi siano delle persone che nello stesso tempo collaborano al piano guerrafondaio di un’entità nera e, con il loro sacrificio, cercano di riscattare la parte di energie negative che hanno offerto all’entità stessa per autogenerarsi.

Quindi, esiste un’attrazione tra questa entità e le persone che l’hanno creata, anche se nel momento in cui esse muoiono sembrano esserne le povere vittime. Ogni volta che vedete accadere delle cose nefaste, orrori dovuti alla guerra o al fanatismo, oppure catastrofi ambientali (terremoti, alluvioni, incendi, ecc.), sappiate che dietro ogni evento vi è stato un accumulo di energia che, scaricandosi, lo l’ha generato.

- Come superare il Karma negativo -

La maniera migliore per non aggravare il vostro Karma è di accettare il destino e lasciare che si compia, senza tentare di sfuggirgli. Penserete che questo è fatalismo. No, i fatalisti accettano gli avvenimenti perché “sta scritto”, e così non reagiscono. Si lasciano coinvolgere da ciò che accade come fanno gli animali, senza cercare di modificare la situazione con la volontà e l’azione.

I veri discepoli non sono fatalisti; essi decidono di assumere delle iniziative e dicono: “Ho com­messo degli errori nel passato, devo pagare, va bene. Ma per il fatto di aver sbagliato, devo rimanere inerte a soffrire? Mi impegnerò piuttosto in una grande e nobile impresa, che non soltanto cancellerà tutto, ma mi porterà anche alla vera liberazione”. A che cosa serve pagare il Karma se è unicamente per soffrire senza evolvere?

- La felicità mediante la Legge di Causa ed Effetto -



La felicità è nobile e nasce dalle cose costruttive. Il piacere, basato sulla vanità e sul desiderio, non dura e si tramuta sempre in pena (Dal “Nakulamata”)

I tipi materialisti ed intellettuali, dovrebbero considerare la Legge di causa e di effetto, così come considerano la Legge di gravità, la Terra attira tutto ciò che si allontana da lei, noi attiriamo tutto ciò che si è allontanato da noi. Tutte le religioni confermano questa grande Legge, ma citerò soltanto quanto ha detto Gesù di Nazareth: “Ciò che l’uomo semina, quello raccoglierà”.

Possiamo aggiungere: “Qualsiasi cosa un uomo raccoglie, quello è ciò che ha seminato nel suo passato”. In Cina questa legge è enunciata in questi termini: “Semina un frutto per raccogliere quel frutto, semina semi di zucca se vuoi raccogliere zucche”.

Lork Kilmur, primo ministro inglese, quando parlò alla Westminster Hall di Londra ad una udienza di magistrati e di avvocati inglesi ed americani, disse che per risolvere i mali che affliggono l’umanità non c’è che un mezzo: insegnare agli uomini come funziona la Legge di causa e di effetto e come creare buone cause al fine di raccogliere degli effetti benefici.

Tutti i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni appartengono ad una di queste due categorie:

1. ciò che determina armonia,
2. ciò che semina disarmonia.

Noi spargiamo i semi dell’armonia o della disarmonia in ogni momento della nostra vita quotidiana e, nella stessa precisa misura, raccogliamo armonia di disarmonia dalle persone che ci circondano e dalle situazioni che incontriamo.

Quando i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni sono incontrollate, ge­neralmente noi reagiamo in sintonia con gli stimoli che ci arrivano. Perciò, se qualcuno ci parla in modo critico di cose o persone noi, generalmente, ci uniamo a lui con il nostro risentimento e le nostre critiche, senza renderci conto che così facendo attiriamo disarmonia su noi stessi.

Poiché questa è la sola Legge che insegna a vivere, basterà controllare le cause per essere sicuri di controllare gli effetti. Supponiamo che il Sig. X provochi disarmonia nel Sig. Y o che manchi ad un dovere verso di lui. Agendo in questo modo X ha creato una causa. Y, con la sua reazione genererà una nuova causa: se reagisce armonicamente alla provocazione di X egli creerà una causa armonica; se reagisce in malo modo, irritato e offeso, anch’egli seminerà una causa negativa e disarmonica.

Dobbiamo comprendere che questa Legge è tanto perfetta che anche la critica del governo, del tempo atmosferico o dei cosiddetti oggetti inanimati, produce per noi dei semi di disarmonia. Quantunque la causa e l’effetto siano inseparabili, così come il diritto e il rovescio di una moneta, ciò non significa che si possa constatare un effetto a tempo breve; qualche volta può accadere, ma in altri casi esso potrà realizzarsi molto più tardi, magari in una vita successiva.

In questa Legge possiamo perciò vedere quella che ci viene proposta come Giustizia di Dio. Questa Legge ci porta anche a comprendere che “noi non siamo mai puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati”.

- Quello che conta è il momento presente -


Un sorriso che non dai, è un sorriso che non avrai.

Noi dobbiamo CREARE ARMONIA ORA. Dobbiamo sempre cercare di rispondere in modo positivo a qualsiasi situazione ci si presenti dinanzi. Con il controllo dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti siamo liberi di attirarci cause armoniche o disarmonie in ogni istante della nostra vita.

Se impariamo ad osservare noi stessi e gli altri scopriremo ben presto che ognuno raccoglie ciò che semina. Controllando le nostre reazioni verso il mondo esterno, noi diventiamo padroni completi della nostra vita. Vivendo in armonia QUI e ORA, noi siamo in grado di equilibrare le energie negative che abbiamo creato nel passato e prepararci un futuro di pace e benessere.

Quando comprendiamo cos’è che genera le cause e gli effetti, cambia completamente la nostra attitudine verso coloro che provocano disarmonia in noi. Comprendiamo che essi stanno seminando una causa, mentre noi stiamo soltanto raccogliendo il frutto di ciò che abbiamo seminato nel passato. Dovremmo sempre ringraziare coloro che ci fanno del male perché in questo modo ci permettono di chiudere un conto che abbiamo aperto tempo fa, magari in una vita passata. Scrisse a tal proposito Richard Bach: “Quando hai davanti un problema, guardagli nelle mani: vedrai che ha un regalo per te”.

Massime importanti

- Tutte le libertà scaturiscono dalla libertà mentale.
- Vivi nel presente, per il futuro, guidato dal passato.
- Nessuno è felice se non pensa di esserlo.
- Le responsabilità vengono attirate dalle spalle in grado di sopportarle.
- Il potere dell’amore, non l’amore del potere, può portare la pace.
- Per un uomo saggio, ogni giorno è una nuova vita.

- “Vai… e non peccare più.” – Gesù di Nazareth -

Fonte: link

6 passi per essere presenti a se stessi

La consapevolezza si esercita con piccoli gesti e piccole attenzioni che sviluppano apertura nei confronti del mondo e allargano gli orizzonti percettivi di ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.

Prima di cambiare il mondo dobbiamo saper cambiare noi stessi. E quando abbiamo cambiato noi stessi abbiamo già cominciato a cambiare il mondo.

Cambiare non vuol dire diventare altro da ciò che siamo, ma vuol dire lasciare da parte ciò che crediamo di essere o ciò che gli altri vogliono che noi siamo, per entrare invece più in contatto con la nostra natura autentica con ciò che vogliamo, che sentiamo, che crediamo e con ciò che possiamo effettivamente diventare se solo diamo fiducia e sostegno alle nostre potenzialità sopite.

Questo processo si innesca imparando a diventare presenti a noi stessi, creandosi spazi e tempi di silenzio interiore da cui lasciar emergere nuovi colpi d'occhio sulla realtà, nuove risposte e, soprattutto, nuove domande. Potremo così cominciare a indirizzare la nostra vita verso attività che abbiano un senso per noi, rimettendo in
gioco – come dice il sociologo Domenico De Masi – gli equilibri che la nostra vita ci costringe a rendere definitivi, aprendoci all'innovazione, al rinnovamento, al cambiamento, all'apprendimento e alla crescita.

- Cosa ci piace veramente? -

Sappiamo rispondere a questa domanda? Conosciamo le nostre più profonde esigenze e sappiamo scegliere ciò che è meglio per noi senza farci condizionare dall'abitudine o dalle convenzioni nelle nostre scelte? Non è mai troppo tardi per imparare, basta iniziare a porsi la domanda e porsi in ascolto, per cogliere le risposte.

- Tempo per sé -

Spesso troviamo un senso alla nostra vita semplicemente affannandoci per gli altri e disperdendoci in mille attività. Ma finiamo col dimenticare noi stessi, e non potremo mai essere veramente utili agli altri se non avremo prima imparato a fare i conti con noi stessi. Prendiamo tempo, quindi, e dedichiamocelo, per una volta.

- Osare -

E' nell'oltrepassare i propri limiti che ci sentiamo ancora più vivi e che sperimentiamo in pratica la nostra capacità di modificare la realtà con il nostro contributo. Non facciamoci limitare da idee preconcette di noi stessi, non rassegniamoci a dipendere dalle nostre paure e dalle nostre incertezze. Andiamo oltre, è possibile!

- Essere curiosi -

Il mondo è piccolo quando non alziamo gli occhi dal nostro giornale o dalle pratiche che dobbiamo sbrigare. Diventa immenso quando ci permettiamo di guardarci attorno, di cogliere ogni occasione per imparare qualcosa di nuovo per scambiare esperienze e informazioni con chi ci sta vicino e chi ci sta lontano, scoprendo così cose che, da
soli, non avremmo mai conosciuto.

- Ritrovare la passione -

Non è nel distacco ma nell'amore per la vita che si esprime il più alto grado dell'umanità. La capacità di provare forti emozioni nasce dall'interno, non dipende da un oggetto piuttosto che da un altro, nasce dalla disponibilità a lasciarsi trascinare dal vento della vita, senza perdersi, ma giocandoci insieme, come potrebbe fare un abile
velista.

- Coltivare la meraviglia -

Anche la capacità di divertirsi e di vivere appieno il presente non nasce dall'esterno ma da una disponibilità interna. Il mondo è sempre nuovo, giorno dopo giorno, momento dopo momento. Aprendo la mente ed educandola a cogliere l'unicità di ogni istante, trasformiamo il nostro tempo in un'avventura senza fine.

(di Marcella Danon)

fonte: link

venerdì 28 agosto 2009

Come realizzarsi


Salve a tutti, volevo proporvi questa sequenza di video, per la quale va ringraziato l'utente youtube RocciaSenzaForma, che ritengo ricca di contenuti interessanti..Il viaggio nella conoscenza di se stessi non è cosa semplice di per se, e questa realtà che ci circonda tende ad assorbire le energie che potremo invece spendere in molti altri modi..contemplare l'infinita bellezza della creazione,l'immensa gioia dell'appartenenza ad essa,l'essere a contatto con la fonte ed il suo infinito amore..Un contributo che ho trovato per caso, (o forse no?), e che ha creato in me alcuni pensieri, alcune domande, a cui ho voglia di dare risposta..Un saluto,felice giornata a tutti..ArgonautaMente

lunedì 24 agosto 2009

La gioia per il cambiamento



Salve a tutti, volevo condividere con voi questo video..La gioia per il cambiamento...chi la sente, chi la vive, potrà già capire cosa si prova..E' anche un invito a guardarsi intorno per comprendere i cambiamenti in atto, e cercare in se la forza per essere allo stesso tempo parte di questo cambiamento..un ringraziamento a SollMent per il contributo..Un saluto a tutti,ArgonautaMente

venerdì 21 agosto 2009

Vivere coerentemente

Salve a tutti..Questa sera volevo condividere con voi dei pensieri, riflessioni più che altro, che negli ultimi tempi imperversano nella mia mente..Sto attraversando un periodo ricco di stimoli, in cui sto imparando meglio ad ascoltarmi, a capirmi..Cerco di captare ogni piccolo segnale che arriva dal mio cuore, e sono più che mai deciso a dargli voce..E questo mi fa stare bene..Sto acquisendo una maggior serenità nella vita di tutti i giorni, e con me stesso sto ancora meglio..Il viaggio, la scoperta di nuove sfumature laddove non credevo ce ne fossero, lo stupore per un gesto, per un'azione compiuta con amore, la gioia di scorgere nelle persone che ti stanno intorno amore nei gesti più semplici..L'amore è una forza divina, e se davvero si opera nel quotidiano considerando questo principio come ispirazione di ogni singolo gesto, la vita può sorprenderti in modi che nemmeno ti immagini..Delle volte rifletto su gesti quotidiani, osservo come determinate cose siano fatte in alcuni modi, dati per scontati, anche se si opera contro quelli che sono dei propri punti di vista, ma in ogni caso quello è il modo in cui "tutti" fanno e quindi a cosa serve pensare a ciò che si sta facendo?!Delle volte cerco anche di spiegarmi il perché di questi comportamenti, e per esperienza personale, credo di aver intuito alcuni dei motivi di questo agire secondo un pensiero di massa,e diciamolo, senza stare lì a pensare più di tanto a quello che si fa..Beh direi che in primo luogo è più facile agire in questo modo, pochi pensieri, poche preoccupazioni, meglio di così?La mia risposta è si, si può fare meglio di così..Quando ci si conosce un po' meglio,e si comincia a guardare con un'altra ottica quello che c'è intorno a noi, credo che non tutto possa più essere accettato per come è stato fino a quel momento..ma chi le vuole le preoccupazioni,o i pensieri di una scelta "controcorrente"? beh credo che questo sia forse ciò che più spinge a non fare qualche passo in più verso la conoscenza di se stessi, con il primo passo di ascoltare i messaggi che arrivano direttamente dal profondo di se stessi..Ascoltarsi invece, credo sia molto importante, è stato un primo passo per me, e devo dire che non sempre è stato semplice, ma le "conseguenze" valgono tutto l'impegno risposto in questa azione..Vivere in modo coerente alla mia persona, è questo che cerco di realizzare, ed è per questo che giorno per giorno mi inoltro nella ricerca di quelle lievi vibrazioni che vengono dal mio profondo, che si presentano davanti a qualsiasi ostacolo o azione, e che mi aiutano a capire ed a riflettere su ciò che è per me "giusto" e rispetta i miei ideali di esistenza..E' bello stupirsi di quanto un gesto, mai fatto prima solo perché non ci si era ascoltati fino in fondo, possa fatti sentire in sintonia con te stesso e tutt'uno con la "fonte"..Un saluto, Argonautamente..Il viaggio continua..